Intervista a Glauco Comoretto – Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti

Si è da poco tenuta la decima edizione della convention annuale dell’ANFM, Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti, nella bella cornice di Palazzo Gnudi, a Bologna, città eletta perché ben collegata da ogni angolo dello Stivale. Da Nord a Sud, dal Centro e dalle isole, dalle grandi città e dalle piccole province sono arrivati 235 partecipanti e nove sponsor tra i più diffusi nel mondo della fotografia e del matrimonio, come Apromastore, Album Epoca, Fujifilm, Sony, Tomura, Matrimonio.com, Profoto, Excire e Nikon. Numeri record per l’appuntamento clou dell’anno dell’associazione che mai aveva contato tante presenze, composte per lo più dai soci, ma non solo. «Si sono uniti anche una trentina di collaboratori e qualche esterno, incuriositi dall’iniziativa e, partecipandovi, interessati all’iscrizione», spiega soddisfatto Glauco Comoretto, segretario dell’ANFM e fotografo di matrimoni professionista. Ad attirare i partecipanti il programma, quest’anno particolarmente ricco di “guest star” e master class di livello.

Co-fondatore e segretario dell’Anfm, fotografo professionista di matrimonio dal 2006, Glauco Comoretto, 48 anni, è originario di Buja, cittadina in provincia di Udine che definisce «un piccolo pezzo di paradiso». Nel corso degli anni ha fotografato più di 500 matrimoni con attrezzature sia digitali sia analogiche (pellicole e stampe) e soprattutto con l’entusiasmo e l’attenzione ai dettagli del primo giorno e della prima volta. La fotografia, prima ancora che professione, rappresenta per lui una profonda passione. Sul sito www.gcomorettofotografo.com raccoglie informazioni, contatti e scatti su scatti.

Glauco, cosa c’è dietro l’edizione record della convention di quest’anno?
Penso che i motivi siano vari. Prima, però, ci tengo a sottolineare un aspetto importante, a mio avviso molto positivo: la crescita graduale e costante delle presenze e della vitalità della nostra convention. Edizione dopo edizione si è conquistata un seguito via via crescente, spronando il team organizzativo a fare sempre meglio. Quest’anno, tornando alla domanda, l’obiettivo è stato raggiunto, grazie alla presenza di dieci tra i più influenti nomi della fotografia italiana che hanno intrattenuto i soci raccontando della loro esperienza e del loro lavoro. Mi riferisco a maestri del calibro di Ferdinando Scianna, Maurizio Galimberti, Marco Onofri, Sara Munari, Davide Monteleone, Giuseppe Marano, Luca Pianigiani e Giovanni Boccia Artieri.

Sbaglio o non sono tutti fotografi esclusivamente matrimonialisti?
Non sbagli. Abbiamo volutamente coinvolto fotografi a 360 gradi per offrire contenuti e approcci più vari in modo da avere una visione completa del settore. Tra tutti, emblematico è il caso di Scianna, scelto e voluto direttamente dal Consiglio direttivo dell’associazione perché in grado di esprimere tecnica ed esperienza a cavallo tra fotografia e filosofia.

Qual è stata la reazione di Ferdinando Scianna di fronte all’invito alla convention?
Ha aderito da subito con piacere e disponibilità. E il suo contributo è stato una vera scuola, una lezione fuori dagli standard.

Convention ANFM 2019

Accanto ai fotografi, anche docenti e reporter: sempre per la stessa ragione?
Sì, la partecipazione di docenti universitari, reporter e giornalisti nasceva dal desiderio di comporre un quadro completo del panorama, ricco di spunti e punti di vista.

Per quanto riguarda i momenti formativi, quali sono stati gli argomenti affrontati?
Nell’arco della convention si sono tenute master class sulla post produzione, tenuta dal relatore e guru di Adobe Gianluca Catzeddu; sulle tecniche fotografiche antiche, a cura di Andrea Cittadini, e sul marketing, tenute dal Country Manager Italia di Matrimonio.com. Come speravamo, sono state “lezioni” capaci di mettere a fuoco certi dettagli che spesso creano dubbi e incertezze nell’attività del singolo.

Perché la convention è tanto importante per la vita dell’associazione?
Rappresenta un momento di ritrovo e contatto tra colleghi provenienti da tutt’Italia che difficilmente hanno la possibilità di vedersi e scambiarsi opinioni e pareri dal vivo nella quotidianità. In più offre l’occasione, attraverso seminari, lezioni e work class, di formazione attuale, fonte di ispirazione per il lavoro del fotografo di matrimonio e di collaborazione tra colleghi con lo scopo di far crescere la categoria.

Convention ANFM 2019

E poi c’è il Gran Galà…
Certo, il Gran Galà concentra sempre un’atmosfera speciale, è la giusta conclusione e coronazione della manifestazione. Per noi soci è un po’ come la premiazione degli Oscar. Siamo tutti in abito elegante e con un calice di vino in mano nelle belle sale di Palazzo Gnudi, ospitati in ambienti solenni che fanno da cornice alla premiazione dei contest.

Chi si è aggiudicato quest’anno il primo posto nei quattro contest?
Per il fotografo dell’anno il primo posto è toccato a Matteo Lomonte, per il migliore album scattato da singolo fotografo a Nunzio Bruno (che si è anche aggiudicato il Big Awards per il migliore album in assoluto). Per il migliore album scattato da due fotografi il primo posto è andato a Roberta Perrone e per la foto Silvia Agus, premio caro all’associazione in quanto dedicato a uno dei fondatori, a Federica Ariemma.

I riconoscimenti conferiti ai fotografi durante la convention ANFM 2019

Quanto tempo occorre per organizzare la convention?
Due-tre mesi, da gennaio a marzo, di “lavoro matto e disperatissimo”. Alcuni membri dell’associazione ci lavorano praticamente full time, alle prese tra la stesura dell’agenda, il contatto dei referenti, l’organizzazione degli inviti, della pagina Web, senza considerare catering e location. Ma ne vale la pena. Anfm si pone l’obiettivo di aggregare una comunità di persone prima di tutto, che diventa poi una grande famiglia, unita dall’amore per la fotografia di matrimonio. La convention è un momento in cui si creano amicizie durature e nuovi contatti, è un luogo in cui ci si scambiano consigli, chiacchierando di fotografia e di esperienze personali. Si cerca di stare quanto più tempo insieme, organizzando serate danzanti o aperitivi, pranzi e cene così da potersi immergere nel mondo della fotografia di matrimonio.

Cosa significa essere un fotografo matrimonialista oggi in Italia?
Diciamo che la figura professionale è cambiata molto negli ultimi tempi. Se in origine il fotografo matrimonialista era un fotografo con talento e capacità tecniche, oggi è anche regista, artista, psicologo, social guru e mago del marketing. Le competenze tecniche non bastano più, specie perché in buona parte sostituite dall’attrezzatura oggi super evoluta. Quindi il fotografo deve aggiungere un quid in più, deve essere lui a far la differenza, acquisendo un ruolo più completo e, per questo, più difficile.

Convention ANFM 2019

Come?
Deve sapere organizzare la scena, comporre il set, guidare le pose, incontrare le esigenze degli sposi e catturare tutti i momenti e i dettagli delle nozze in modo da poterle raccontare nella loro interezza, come una storia fatta di scatti e raccolta nell’album di fotografie.

A complicare le cose i tempi e il mercato…
Sicuramente. Oggi le persone si sposano meno rispetto al passato e i fotografi matrimonialisti (veri o presunti) sono di più. Il binomio non gioca a favore.

In più i matrimoni hanno una stagionalità…
I matrimoni vivono due stagioni. L’alta stagione, intensa di attività, va da aprile a settembre e concentra la maggioranza delle celebrazioni. La bassa stagione, scarsa di celebrazioni, completa l’anno ed è tutt’altro che scarsa di lavoro: è in questo periodo che il fotografo matrimonialista si dedica alla post-produzione, alla lavorazione e consegna degli album di nozze.

Foto: Glauco Comoretto

Quali sono le principali difficoltà che incontra un fotografo matrimonialista sul campo?
Per me è realizzare un servizio posato che sembri spontaneo, naturale. E tenere da parte ogni pensiero legato all’attrezzatura e alla frenesia. Per fare bene questo mestiere bisogna avere sempre attenzione e concentrazione al top, anche quando si ha la sensazione di saperlo fare a occhi chiusi. Bisogna avere calma e pazienza sia con gli sposi sia con gli scatti. E bisogna mettersi in testa che la miglior attrezzatura è quella che si ha e che uno scatto viene bene quando si indovinano la posa e l’espressione dei soggetti.

Video e droni rappresentano una minaccia per il fotografo matrimonialista?
A volte ed erroneamente sì, complice la richiesta sempre maggiore. In realtà penso che debbano essere visti come stimoli ed elementi corollari. Nel senso che sia i video sia le riprese realizzate con i droni regalano agli sposi una sorta di “effetto wow” che, però, non va a intaccare la resa e l’apprezzamento a lungo termine di un album fotografico.

Quali sono i segreti di un album di nozze eseguito a regola d’arte?
Un album di nozze deve raccontare il più possibile. Per questo gli scatti devono catturare gli sposi, certo, ma anche il sacerdote, i parenti, gli amici, tutti gli invitati insomma. Devono riprendere e “documentare” ogni momento della giornata e ogni ambiente vissuto in quel fatidico giorno. Una volta realizzati gli scatti, il fotografo deve selezionare i migliori secondo il criterio del “less is more” perché in un album è meglio inserire una foto in meno ma ben fatta rispetto a una foto in più venuta così cosà.
L’album, poi, deve essere ordinato, quindi l’impaginazione e l’editing sono vitali, dall’allineamento degli scatti all’accostamento di immagini a colori e in bianco e nero. Personalmente preferisco album solo a colori o solo in bianco e nero, ma gli sposi amano il mix: bisogna guidarli e accontentarli, oltre ovviamente a rispettare gli accordi presi in partenza.

Foto: Glauco Comoretto

Cioè?
Perché un album riesca bene serve conoscere gli sposi, i loro gusti e le loro aspettative. In genere questo avviene durante un colloquio tra il fotografo e la coppia, un momento fondamentale in cui ci si conosce: da una parte si esprimono le attese e, dall’altra, le caratteristiche del servizio. In questo senso appartenere all’Anfm offre un livello di garanzia e trasparenza.

In che modo?
Essere socio dell’Anfm implica la condivisione e il rispetto di un codice deontologico che, tra i punti base, prevede prezzi trasparenti, preventivi coerenti con i prezzi finali, presentazione agli sposi-clienti di scatti realizzati dal fotografo con il quale stanno parlando e scatti in matrimoni “veri” e non in shooting ad hoc.


Associazione Nazionale Fotografi di Matrimonio
Fondata nel 2007, l’Associazione Nazionale Fotografi di Matrimonio (www.Anfm.it) accoglie solo fotografi specializzati in servizi fotografici per matrimoni, tutti selezionati da una commissione interna che basa le proprie scelte su requisiti precisi, quali: padronanza tecnica, stile e creatività, sito Internet proprio su Url personale (non all’interno di portali), presentazione sul sito di almeno cinquanta fotografie di matrimonio in modo da garantire agli sposi qualità e affidabilità. Far parte dell’associazione significa superare la selezione, sottoscrivere un codice deontologico e accedere a momenti formativi. Il costo dell’iscrizione è di 150 euro e include la partecipazione a corsi, seminari e l’assistenza legale; non include la convention annuale, che costa 120 euro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *