Olympus OM-D E-M1X: la prova di Foto News

La sfida di Olympus è sul campo, quasi sfrontata. In un’epoca che vede il dilagare delle mirrorless full frame, il produttore giapponese propone la sua alternativa professionale nel formato Micro Quattro Terzi. La Olympus OM-D E-M1X è una fotocamera ambiziosa, capace di essere una spina nel fianco per ogni concorrente grazie a una serie di caratteristiche non comuni e a un diverso approccio a ciò che deve essere “il ferro del mestiere”. Già perché, oggettivamente, la proposta va compresa nei pregi e in alcune ovvie mancanze.

Il battery grip integato aumenta le dimensioni ma anche l’ergonomia d’uso.
Due batterie per quasi 900 scatti con una singola carica.

Lavorare con un sensore in formato ridotto richiede infatti di accettare alcune differenze nella gestione della profondità di campo, un po’ meno gamma dinamica e una maggiore sofferenza agli alti ISO. Ma la domanda è: all’atto pratico, si perde davvero qualcosa? Poco, anzi pochissimo. Se l’esigenza di chi scatta non risiede in risoluzioni altissime e in scenari che richiedano prestazioni straordinarie in ambito ISO, il punto di pareggio viene facilmente raggiunto.

Molto comodo il display orientabile.

Veniamo ora ai vantaggi: il sistema MQT consente lenti molto compatte e molto meno costose rispetto a quelle per full frame. Non di meno, ci si trova a lavorare con sistemi AF più semplici da gestire, sistemi di stabilizzazione molto efficienti e velocità di scatto difficilmente raggiungibili da altri. Ciò detto, la nuova ammiraglia Olympus si presenza con un body generoso che incorpora un battery grip, tanti comandi diretti (anche personalizzabili), un bel monitor girevole touch screen, connettività wireless, prese per cuffia e microfono, connettore Usb-C e una lunga serie di elementi utili per il flusso di lavoro.

Nella vista dall’altro si nota la razionalità della disposizione delle ghiere e dei pulsanti ma anche l’assenza di un display monocromatico di servizio.

Il sensore da 20 Megapixel viene assistito da un sistema AF da 121 punti a rilevamento di fase e altrettanti a contrasto e può generare raffiche da 18 fps con AF attivo e fino a 60 fps con fuoco sul primo fotogramma. Grazie a una particolare tecnologia, che sfrutta il movimento del sensore si possono scattare immagini da 50 Megapixel.

Doppio slot per memory card SD.
Le porte di connettività video e dati.
I jack audio per microfono e cuffie.

I risultati

Abbiamo utilizzato la E-M1X con il M.Zuiko 12-40mm f/2.8 Pro, un’ottica assai interessante e versatile. Ci ha accompagnato ovunque con successo, salvo un momento di oggettiva difficoltà dovuto a un evento sportivo i cui i soggetti erano molto distanti. Ebbene, proprio in questo frangente abbiamo apprezzato la velocità di messa a fuoco e la capacità di seguire soggetti in rapido movimento. La raffica diventa poi una vera killer application. La fotocamera si è comportata bene anche lavorando in scarse condizioni di luce, con file molto buoni anche a 6.400 ISO e più che dignitosi anche alle sensibilità superiori. Bene anche il reparto video, che può contare sul Full HD fino a 120 fps ma che non può andare oltre i 30 fps in 4k. Qualche concorrente, anche MQT, riesce a fare meglio. Nell’uso quotidiano ci è piaciuto molto il monitor orientabile, mentre il mirino EVF, per quanto ben realizzato, appare meno efficace di altri sia per la resa colore sia in fatto di risoluzione. Molto bene l’autonomia, grazie alla presenza della doppia batteria. Segnaliamo infine che la macchina può essere ricaricata anche tramite un cavo Usb-C.

Milano in una foto in pieno giorno: ottima la resa del colore.
Buono il comportamento sulle macro. Bello lo sfocato dell’M.Zuiko 12-40mm f/2.8
Alti Iso ben gestiti e tonalità di colore convincenti anche di sera.
L’arco della Pace a Milano fotografato con un luce non semplice da gestire.
Uno scatto a 3.200 Iso: si nota un po’ di rumore ma la foto è ancora utilizzabile.

A conti fatti

Olympus E-M1X è una macchina interessante, capace di stabilire nuovi standard nel formato MQT, ma anche di insinuare dubbi e la voglia di essere provata, da chi usa altri sistemi. Compresi i (pochi) limiti, si scopre uno strumento da battaglia, più piccolo, molto veloce e anche meno gravoso dal punto di vista economico. Una vera alternativa che merita certamente una chance, anche da parte del pubblico più tradizionale ed esigente.

Punti di forza

  • Body professionale.
  • Raffica fino a 18 fps con AF.
  • Stabilizzazione fino a 7,5 EV.

Punti deboli

  • Prezzo impegnativo.
  • EVF discreto, ma c’è di meglio.
  • Menù poco intuitivo.

Scheda tecnica

Fotocamera mirrorless
Sensore Live Mos Micro Quattro Terzi da 20,4 Megapixel
Processore 2x TruePic VIII Autofocus 121 punti a rilevamento di fase e 121 punti a rilevamento di contrasto
Mirino EVF da 2,36 milioni di punti
Display Lcd Vari-angle – Touchscreen da 3 pollici e 1,037 milioni di punti
Otturatore Fino a 1/32.000 con otturatore elettronico
Ripresa video fino a 4k 30 fps e Full HD 120 fps
Connettività WiFi, Bluetooth, Usb-C, Hdmi
Dimensioni 144,4×146,8×75,4 mm Peso 997 grammi con batteria
Prezzo 2.999 euro (solo corpo)

Scarica le foto a piena risoluzione scattate con la Olympus OM-D E-M1X

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