Tre fotocamere sono meglio di una. O forse no…

Come spesso capita nella vita, non c’è nulla di più rivoluzionario del coraggio di essere convenzionali. In un mondo che vive di stupore, vero o presunto, percorrere strade semplici sembra anacronistico.
Anche quando si parla di tecnologia è facile farsi prendere la mano, abbiamo deciso di mettere a confronto due pesi massimi della smartfotografia, due dispositivi animati da scelte profondamente diverse: Huawei Mate 20 Pro con la sua tripla fotocamera e Google Pixel 3 XL con il suo singolo sensore di scatto. Ve lo diciamo subito, c’è un vincitore, si chiama Mate 20 Pro, ma il risultato è meno scontato del previsto e anche il percorso per raggiungerlo non è cosi prevedibile.

40+20+8 contro 12 Megapixel

Si parte proprio da qui, da “numeri” diversi e da uno schema ottico che difficilmente potrebbe essere più eterogeneo. Huawei sfodera infatti una tripla unità, griffata Leica, con 3 differenti risoluzioni e addirittura 3 differenti focali da 16, 27 e 80 mm equivalenti. Una soluzione che consente di lavorare con angoli di campo super grandangolari, ma anche con focali da medio tele. La collaborazione tra il reparto ottico e l’intelligenza artificiale permette di ottenere uno sfocato interessante, zoom ottico senza perdita di qualità dell’immagine e riconoscimento della scena veloce e preciso. Pixel 3 XL risponde con un singolo sensore da 12 Megapixel supportato pesantemente dagli algoritmi dell’intelligenza artificiale. Tutto qui? Sì, è tutto qui. Il lavoro del software rasenta l’incredibile. Anche in questo caso le scene vengono identificate in un lampo e la gestione dello zoom digitale è cosi sofisticata da deteriorare l’immagine in modo quasi impercettibile. Anche il bokeh appare naturale e realizzare buoni ritratti o macro a effetto è realmente possibile. Tra tante differenze c’è anche qualche punto in comune, forse quello che in questo momento crea un solco tra questi smartphone e i concorrenti. Stiamo parlando della “modalità notturna”. L’evoluzione di software, hardware e stabilizzazione, permette di scattare a mano libera, con tempi di posa semplicemente inimmaginabili per la fotografia tradizionale: si può arrivare a scatti di oltre 5 secondi e ottenere immagini super luminose, prive di luci bruciate ma soprattutto praticamente prive di micro mosso. Mentre si fotografa si fa quasi fatica a credere ai propri occhi. E i risultati sono forse ancora più sbalorditivi.

Chi vince?

L’abbiamo già detto, il confronto vede vincente il Huawei Mate 20 Pro, ma perchè? Il flagship cinese porta a casa la gara, grazie a un progetto ottico, che complice la propria complessità, rende estremamente versatile l’utilizzo della fotocamera. Si passa infatti dalla modalità super wide al tele nel tempo di un click e la resa degli scatti è superlativa.
Google Pixel 3 XL gli arriva vicino, anzi vicinissimo; si arrende solo per limiti oggettivi, ad oggi neanche lo zoom digitale più raffinato può pareggiare una moltiplicazione ottica di focale.
Anche in ambito grandangolare Huawei è riuscita a correggere le naturali distorsioni generate dalla lente in modo efficace. Di fatto Mate 20 Pro riesce a simulare il funzionamento di una macchina a ottiche intercambiabili, scegliendo la migliore lente per ogni singolo scatto.
Google, invece, ha dimostrato la forza del software, di quanti e quali passi avanti siano stati fatti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale al servizio della fotografia. Mettiamola in questi termini: abbiamo un vincitore sul campo e un vincitore morale. Può andare bene così? Intanto noi torniamo a fotografare.

Caratteristiche dei modelli

Huawei Mate 20 Pro
Il  flagship cinese mette in campo il meglio della tecnologia e del design Huawei. Materiali di grande qualità, un bellissimo display Amoled e una scheda tecnica da primo della classe. Android 9 è spinto dal processore Kirin 980 con doppia unità neurale, un chip straordinariamente potente, capace di applicare nuovi concetti di intelligenza artificiale a tutti i reparti di funzionamento dello smartphone. Ci sono anche 6 Gb di memoria Ram, 128 Gb di memoria integrata e un nuovo formato (Nano SD) per espandere l’archiviazione. Fiore all’occhiello è la tripla fotocamera da 40+20+8 Megapixel e una batteria quasi inesauribile.

Google Pixel 3 XL
Google Pixel 3 XL rappresenta il punto di riferimento degli smartphone con Android a bordo. In questa configuarazione si può gustare il sistema operativo del robottino verde nella sua essenza, senza interfacce o funzionalità aggiunte. Il design è minimalista; solo la presenza di una “tacca” forse troppo grande sul bordo superiore del display non convince del tutto. L’hardware è da top di gamma, con il processore Qualcomm Snapdragon 845 che mette le ali a ogni operazione. In controtendenza la fotocamera, che utilizza un singolo sensore da 12 Megapixel con altissime prestazioni.

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